Sergio d’Angelo

Sergio d’Angelo visse nell’Urss, con un incarico di redattore e giornalista di Radio Mosca, quasi tutto il biennio cruciale 1956-1957, quello che segnò prima il culmine e poi la crisi del ciclo politico noto come “disgelo”.

Nei primissimi mesi di questa esperienza, il 20 maggio 1956, d’Angelo riuscì ad incontrare Boris Pasternak e a ispirargli una fiducia destinata a trasformarsi rapidamente in profonda amicizia. E dalle mani di Pasternak d’Angelo ricevette in quell’occasione il dattiloscritto dell’inedito immortale romanzo “Dottor Zhivago” con l’intesa che l’avrebbe affidato nel giro di pochi giorni all’editore milanese Feltrinelli: ciò che gli fu possibile fare personalmente dovendo compiere per altre ragioni un breve viaggio a Berlino.

Di questa vicenda, seguita da drammatici sviluppi di risonanza internazionale, d’Angelo ha dato una viva testimonianza – suffragandola fra l’altro con la citazione di molti documenti emersi dagli archivi sovietici attorno alla svolta del millennio – in un libro pubblicato in Italia (“Il caso Pasternak”, Bietti, Milano 2006) e poco dopo anche in Russia (“Delo Pasternaka”, Novoe Literaturnoe Obozrenie, Moskva 2007).

Il testo italiano, russo e inglese del libro suddetto figura all’inizio di questo sito. Lo seguono, come integrazione, due più recenti testi nelle stesse lingue: “Replica di d’Angelo alle obiezioni di Evgheni Pasternak” (con postscriptum 1 e 2) e “Intervista a d’Angelo su Inge Schoental” (intervistatore Edward Lozansky, editore e direttore di “Kontinent USA”).

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